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Infermiera killer uccide paziente con acido cloridrico, orrore a Isernia

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Un’infermiera 45enne, in servizio presso l’Ospedale di Venafro, in provincia di Isernia, è stata arrestata dai carabinieri a seguito di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Isernia, in quanto ritenuta responsabile di omicidio volontario: la donna avrebbe somministrato a un paziente 76enne, Celestino Valentino, ricoverato per ictus, padre di una sua collega, dell’acido cloridrico, causandogli gravi lesioni al cavo orale che hanno portato l’anziano al decesso dopo atroci sofferenze.

Secondo quanto emerso dalle indagini, l’infermiera avrebbe ucciso l’anziano per vendetta: la direzione dell’ospedale infatti aveva avviato alcuni trasferimenti per riduzione di organico, dall’Ospedale di Venafro a quello di Isernia. Una decisione rifiutata dall’infermiera che si era messa in aspettativa. La donna in particolare riteneva di essere stata danneggiata a vantaggio di una sua collega, anch’essa in servizio presso lo stesso ospedale, figlia della vittima, che proprio per la grave situazione del genitore non era stata trasferita. L’infermiera ora si trova nel carcere femminile di Pozzuoli.

”L’arresto della donna indagata per l’omicidio del sig. Celestino è un risultato rilevante su un piano processuale quanto determinante su un piano emotivo. Non restituisce certo il sig. Celestino ai suoi familiari ma restituisce loro un po’ di serenità, visto che da un anno vivono un incubo, pur nella fiducia mai perduta nella giustizia e negli inquirenti” dichiara l’avvocato Alfredo Ricci, legale dei familiari di Celestino Valentino.

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”In questi giorni cade il primo anniversario – si legge nella nota del legale – dell’aggressione subita dal sig. Celestino e della conseguente morte. È bene ricordare che il sig. Celestino era immobilizzato in un letto dell’Ospedale ‘SS. Rosario’, senza possibilità di deambulare né di parlare, quando venne aggredito da una persona che gli somministrò violentemente per via orale una sostanza caustica; non poté difendersi e neanche urlare per chiedere aiuto. La sostanza caustica corrose gli organi interni fino a provocare la morte del sig. Celestino dopo una lunga e atroce agonia durata giorni. A distanza di un anno, l’arresto di colei che fin dal primo momento venne individuata quale indagata costituisce un segnale importante”.

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