“Tornatevene al vostro paese”: boom di raid contro i negozi degli immigrati a Roma

 

 Negli ultimi sei giorni la baby gang, composta da ragazzini tra i sedici e i venti anni, ha messo a segno ben sei colpi, tutti con lo stesso modus operandi. “Un gruppetto restava di guardia fuori dagli esercizi commerciali – hanno spiegato gli inquirenti – mentre gli altri componenti della banda immobilizzavano e aggredivano i negozianti portando via soldi e merce varia”.

La baby gang, che prendeva di mira piccoli supermercati bengalesi o negozi tipici cinesi, era formata da una decina di minorenni, tra cui una ragazza, e tre maggiorenni. Per i minorenni è stata disposta la misura della permanenza in casa, per i maggiorenni gli arresti domiciliari. Nel primo episodio la baby gang ha minacciato la vittima, una negoziante cinese, con un coltello. In altri episodi i componenti della banda hanno anche urlato frasi come “Tornatene al tuo paese”. I reati, che ora gli vengono contestati, sono pesantissimi: vanno dalla rapina al furto, dalle percosse al danneggiamento. “Sono state compiute rapine e aggressioni al fine di procurarsi pochi beni – ha spiegato la De Giorgi – la cosa importante da sottolineare è la violenza usata nel corso di questi episodi: non hanno esitato assolutamente a pestare le vittime che si trovavano di fronte”.

Ai fini delle indagini, condotte dagli investigatori diretti da Pamela De Giorgi, è stata determinante la collaborazione delle vittime, aggredite prevalentemente di sera, verso l’orario di chiusura del negozio. Il più grande, un 19enne di origini argentine, indossava sempre un orecchino con ciondolo a croce, dettaglio importante ai fini del riconoscimento. Gli altri due maggiorenni sono un romano e un ucraino. Il modus operandi prevedeva che “entrassero nei negozi anche in dieci per volta – prosegue la De Giorgi – due o tre rimanevano fuori a controllare, quattro o cinque tenevano buoni i proprietari e gli altri facevano razzia”. Modus operandi, abbigliamento, dettagli fisionomici riferiti dalle vittime e i successivi riconoscimenti fotografici, hanno permesso ai poliziotti di chiudere il cerchio attorno ai responsabili delle rapine.

Con fonte Il Giornale

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