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Gentiloni regala ai sindaci 500 euro per ogni clandestino ospitato. Zero euro per i poveri italiani

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Il governo abusivo Gentiloni ricatta  i sindaci con 500 per ogni clandestino ospitato nei propri comuni. Una cifra che potrebbe far comodo agli italiani senza tetto, spesso respinti dai servizi sociali perché mancano i fondi. Per gli immigrati i soldi si trovano sempre.

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Le prodezze del nostro governo: 500 euro a cranio Soldi ai profughi, tasse agli italiani. Soldi che gli Enti locali potranno spendere «liberamente», visto che la nota esplicativa del ministero dell’Interno non prevede «vincoli di destinazione delle somme», come ricorda l’Anci, l’associazione che raggruppa i Comuni italiani, nella lettera inviata tré giorni fa ai municipi. La Lega chiama i suoi sindaci alla resistenza. «Così è un ricatto. Il governo prima taglia servizi e risorse ai Comuni, poi gli fa scrivere dall’Anci promettendo un aiuto se accolgono i migranti. I primi cittadini leghisti non aderiranno mai», annuncia Paolo Grimoldi, deputato del Carroccio e segretario della Lega lombarda. «Piuttosto saremo noi a pulire le strade e tagliare gli alberi. L’Anci si è ridotta a fare lo zerbino del governo», si legge su “Libero“.

La circolare degli uffici regionali dell’Anci ai Comuni è del 14 febbraio. Nella missiva, l’associazione ricorda ai sindaci che il bonus, una volta finito in cassa, potrà essere impegnato per «progetti di miglioramento dei servizi o delle infrastnitture utili e attesi da tutta la comunità locale». Si tratta di una «misura solidaristica dello Stato nei confronti degli Enti comunali che, nel corso degli anni, hanno accolto richiedenti protezione internazionale». Una precisazione, leghisti a parte, destinata a non passare tnsosservata sui tavoli dei primi cittadini, visto che il finanziamento arriverà in primavera, in coincidenza con le elezioni amministrative. «Il presidente di Anci Lombardia è Roberto Scanagatti, sindaco di Monza (Pd, ndr), che punta al rinnovo», ricorda non a caso Grimoldi.

Migranti, è guerra dentro l’ANCI
La lettera di tre giorni fa segue quella inviata lo scorso 26 gennaio dall’Anci nazionale e firmata dal suo presidente, Antonio Decaro, sindaco di Bari (Pd anche lui). Una comunicazione inoltrata per sensibilizzare i sindaci in vista della «prima scadenza utilie per presentare i progetti di adesione alla rete Sprar nell’anno 2017». Sprar sta per Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, ovvero il circuito assistenziale nel quale sono inseriti i profughi. Un meccanismo gestito direttamente dai Comuni. Che però, rispetto ai 174.779 migranti attualmente presenti sul territorio nazionale, ne assorbe appena 23.717, come denunciato ieri dalla fondazione Migrantes. Da qui la necessità, visti anche i continui sbarchi sulle nostre coste (9.448 arrivi nel 2017), di riequilibrare il bacino dell’accoglienza coinvolgendo di più i Comuni. Su poco meno di 8 mila amministrazioni, infatti, sono circa 1.000 i municipi coinvolti nella rete Sprar. E quale leva è migliore dei soldi per invertire la tendenza?

con fonte Il Secolo D’Italia 

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